I CPIA a “Tutti in Classe” su RaiplaySound
Pubblicato il 1 Aprile 2025
Nella puntata del 24 marzo 2025 di Tutti in classe, lo storico settimanale radiofonico di Rai Radio 1, i riflettori si sono accesi su una delle realtà più vitali e meno conosciute del panorama educativo italiano: i Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti, i CPIA. Spesso evocati nei documenti ministeriali, ma ancora poco compresi nell’immaginario collettivo, questi centri rappresentano oggi un presidio educativo imprescindibile, laddove il diritto all’apprendimento incontra le sfide dell’inclusione sociale e dell’evoluzione del lavoro.
Il contesto è noto: in una società in cui le competenze rischiano rapidamente di divenire obsolete, la formazione continua non è più un’opzione, ma una necessità. Secondo i dati recenti di Istat, Eurostat, Infocamere e Banca d’Italia, l’economia italiana – come del resto quella europea – è attraversata da una transizione che chiede con urgenza nuove alfabetizzazioni, digitali e civiche, e un ripensamento dell’accesso alla conoscenza lungo tutto l’arco della vita.
Ascolta il podcast a questo link – www.raiplaysound.it/audio/2025/03/Tutti-in-classe-del-24032025
In questo scenario, i CPIA si configurano come veri e propri “luoghi di rigenerazione educativa”: spazi in cui non solo si recuperano titoli di studio, ma si ricostruiscono biografie, si tessono relazioni, si riattivano energie sociali. Lo ha spiegato con chiarezza Emilio Porcaro, presidente della RIDAP – Rete Italiana Istruzione degli Adulti – intervenendo in trasmissione per sottolineare il valore strategico di questi centri, capaci di offrire un’istruzione flessibile, accessibile, plurale.
Accanto a lui, la voce di Claudia Bernabucci – presidente dell’associazione Cubo Libro di Tor Bella Monaca – ha mostrato quanto l’educazione degli adulti non sia solo una questione scolastica, ma anche culturale, civica, profondamente politica: formare un adulto significa renderlo partecipe, consapevole, capace di abitare con dignità il proprio presente.
A dare concretezza alle riflessioni è stato infine il racconto di Mariella Montuori, dirigente del CPIA di Salerno, che ha illustrato alcune delle esperienze più significative portate avanti nel suo centro: progetti legati all’orientamento, alla formazione linguistica, all’inserimento lavorativo e alla costruzione di competenze chiave per la cittadinanza. n un Paese che si interroga sul futuro della scuola e sul destino di una democrazia spesso fragile, i CPIA offrono una risposta silenziosa ma potente: rimettere al centro le persone, i loro percorsi interrotti, le loro potenzialità da riaccendere. Perché una società che investe nell’apprendimento degli adulti non è solo più competente: è anche più giusta, più inclusiva, più umana.